Che persona sei?

Sei più tipo da Tè al parco? O sei più tipo da Escursioni in Alta Montagna?

Preferisci la confusione della piazza del paese di domenica a mezzogiorno circondato da bimbi che giocano a pallone? O la profonda pace dell’infinito azzurro che ti sovrasta e del verde che ti circonda in cima ad una vetta?

Prediligi le comodità e i confort di una crociera ai Caraibi o le difficoltà e l’adrenalina di un escursione sullo Jotunheimen?

Ho provato entrambe le cose, in momenti distinti, e se è anche vero che spesso, è la fusione delle due esperienze che rende tutto perfetto, personalmente preferisco di gran lunga le difficoltà della natura, affrontare e risolvere situazioni complesse, sentirmi in grado di poter gestire le avversità della natura.

Sentire il dolore del vento gelido che mi leviga il viso mentre piovendo a dirotto, cerco di fissare la tenda nel punto in cui ho deciso di passare la notte. Accendere un fuoco per riscaldarmi o per cucinare qualcosa da mangiare, in quei momenti in cui anche una tisana calda mi sembra la salvezza. Svegliarsi la mattina sentendo solo il cinguettio degli uccelli che mi accompagna, mentre qualche metro più in la si svela un panorama da togliermi il fiato, e l’unica cosa che sono in grado di fare, è sorridere, emozionarmi, sentire il cuore che quasi esplode.

Certo questo tipo di viaggio prevede molti sacrifici, non si dorme comodamente su un letto ortopedico, non hai il calore del caminetto che ti scalda, e non hai la connessione ad internet ogni volta che lo desideri, ma infondo è quello che cerco quando vengo in luoghi del genere. Ritrovare il mio posto nel mondo, e ricongiungermi con esso.

Un viaggio Into the wild, prevede una pianificazione meticolosa di tutti i dettagli, e poi, come direbbe mia madre, “prevenire è meglio che curare“, ovviamente ciò che è possibile prevedere.

Dovrete prevedere:

  • dove dormire
  • cosa mangiare o bere
  • ogni quanto potrete fare rifornimenti
  • eventuali precauzioni mediche tipo fasciature o antidolorifici
  • in caso andiate con un mezzo vostro, dovrete prevedere di fare tutti i controlli prima della partenza e avere un minimo di abilità meccaniche
  • come trasportare tutto il necessario senza stressare troppo il vostro fisico per troppo tempo
  • conoscere la legislazione dei paesi in cui state andando, riguardo permessi e tasse da pagare, o la moneta nazionale (argomento molto spesso, troppo sottovalutato)

Ma la cosa più importante è rendersi conto di quanto un esperienza di tipo naturalistico possa provarci psicologicamente.

Lo si può fare in compagnia, il che rende tutto più facile, anche se si è soggetti alle necessità e alle difficoltà di un altra persona, e in questo caso, ovviamente, è buona norma scegliere il giusto compagno in base all’escursione che ci apprestiamo a fare.

Ma un viaggio avventura lo si può fare anche in solitaria, e, in questo caso, l’aspetto psicologico diventa di primaria importanza. Tutto è più amplificato. Se decidete di dormire in una pineta, vicino al mare, e di notte dovesse scendere la nebbia, vi ritrovereste in una situazione per certi versi eccitante, per certi altri, molto stressante da gestire. A maggior ragione se siete consapevoli che la città o il luogo abitato più vicino è a qualche km di distanza. In quei momenti dovrete essere bravi a concentrare l’attenzione su altro, magari leggendo o ascoltando musica, o ancora meglio, rivedendo i piani del giorno seguente, le tappe, o le escursioni in programma.

Ricordate più di ogni altra cosa, l’avventura è dentro ognuno di noi, dovrete solo riscoprire voi stessi, e affrontare i problemi senza paura, perché se qualcosa la desiderate veramente, troverete sempre un modo per farla.